![]() "L'amore uccide ciò che siamo stati perchè si possa essere ciò che non eravamo." S.Agostino |
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E’ importante scegliere il posto adatto, che faccia da cornice alla celebrazione del grande evento. CHIESE Ce ne sono tantissime e rispondenti ad ogni tipo di esigenza. C’è chi preferisce la chiesa piccola per dare alla cerimonia una nota intima. Invece alcuni preferiscono le grandi chiese non solo per soddisfare un desiderio d’imponenza, ma anche per risolvere i problemi di spazio, se la cerimonia è aperta a oltre 200 invitati! In tal caso devi pensarci per tempo, almeno cinque mesi prima, soprattutto si risiede in una grande città, in cui a volte è necessario attendere anche 8 mesi prima della celebrazione. Alcune chiese piccoline sono situate in posizioni suggestive, come vicino ad un ruscello, su una montagna, in luoghi incontaminati. Il problema di queste mete sacre e lontane, è il raggiungerle. Il viaggio potrebbe essere lungo, stancante e non piacevole per chi soffre il mal d’auto. Potrebbe risultare una vera impresa raggiungere il luogo ameno prescelto. Bisogna tener conto anche delle condizioni atmosferiche che in montagna ad esempio sono variabili di solito e sui prati la sposa oltre che bagnata rischierà anche di sporcarsi. Il detto: “Sposa bagnata, sposa fortunata”, resterà solo una magra consolazione! SANTUARI I santuari sono stupendi e suggestivi, ma si deve faticare molto per ottenere il permesso da chi di dovere, per celebrarvi il matrimonio. Se la posizione geografica non rende il luogo accessibile, sarebbe meglio non sceglierlo, onde evitare che qualcosa rovini la felicità della cerimonia! COMUNI Il comune è la tappa fissa degli sposi, ma coloro i quali non possano o non vogliano sposarsi in chiesa spesso trasformano il matrimonio civile in una grande festa. Comportandosi esattamente come se il rito civile fosse stato celebrato anche in chiesa. E' assai più semplice e informale del matrimonio religioso. Richiede meno preparazione, ma non una minore consapevolezza dell'importanza del contratto di nozze, che stai per stringere con il futuro sposo. RITO CIVILE Scegliere il rito civile o il rito religioso è una questione di coscienza degli sposi, non di spettacolarità della location. E' il sindaco o un ufficiale di Stato civile a celebrare pubblicamente il matrimonio alla presenza di due testimoni. Questi devono sottoscrivere, insieme agli sposi, l'atto di matrimonio, non prima di avere ascoltato la lettura degli articoli del codice. Il matrimonio può essere celebrato nel Comune, in cui uno dei due fidanzati risiede. Se scegli un altro luogo, in tutti i casi, devi effettuare il consenso nel Comune di residenza. A questo invierai una lettera, spiegando le motivazioni della scelta di celebrare le nozze in un altro posto. L'ufficio preparerà una lettera di delega, che i futuri sposi devono presentare nel Comune, dove vogliono sposarsi. Nella maggior parte dei Comuni il matrimonio non si celebra di domenica. Dunque, puoi scegliere un giorno tra il lunedì e il venerdì, oppure il sabato mattina. Scegliere il consigliere Se conosci un consigliere comunale o ne stimi uno in particolare, puoi domandare all'ufficio matrimoni il numero di telefono del gruppo politico, di cui il consigliere fa parte. Prova a contattarlo. Quando non esprimi nessuna preferenza, il consigliere è scelto a caso, in base alla sua disponibilità. Scegliere i Testimoni Per il matrimonio in Comune i testimoni non possono essere più di due, al contrario che per il matrimonio religioso. Se non ti sposi in chiesa, dopo avere dato il consenso alla presenza di due testimoni, sarà fissata la data del matrimonio da celebrare in Comune. La cerimonia Si svolge in una sala comunale, che può essere d'epoca ed elegante. In alcuni casi hai a disposizione chiese sconsacrate adibite ai matrimoni civili. Il rito Il rituale è molto semplice. Ha luogo alla presenza di un ufficiale di Stato civile o del sindaco. In questo caso, non c'è l'ingresso solenne del corteo. Il galateo L'abbigliamento sarà più sobrio. Alla sposa si addice un abito elegante. Va bene pure un tailleur, non necessariamente bianco. Non indossa il velo. Porta il bouquet, che lo sposo le fa recapitare prima delle nozze. Per lo sposo è preferibile un abito scuro. (cfr.Per ulteriori informazioni sui documenti da presentare e le pratiche da espletare, consulta la sezione dei consigli legali) RITO RELIGIOSO CATTOLICO Il rito cattolico è stato recentemente riformato per essere più vicino agli sposi e ai diversi modi di vivere la fede. Dal Novembre 1994 è possibile scegliere 3 tipi di impostazione diversa della cerimonia nuziale: 1) Per gli osservanti, la messa nuziale segue il normale corso e si conclude con la comunione. 2) nei matrimoni misti, fra persone di religioni diverse, solamente chi è di fede cattolica riceve l’eucarestia 3) per i non praticanti tutto è basato sulla liturgia della parola, che esclude l’eucarestia. In quest’ultimo caso si possono scegliere le letture tra ottantadue disponibili (tra antico e nuovo testamento) Per prima cosa i fidanzati si presentano nella parrocchia prescelta. Solitamente è quella della sposa. Bisogna richiedere un colloquio con il parroco, il quale stabilirà una serie di incontri, per la preparazione spirituale. Alla fine, il religioso stabilirà se dichiarare i fidanzati pronti per il consenso e per celebrare le nozze. L'offerta per la messa e la funzione è libera. Sono gli sposi ad incaricare chi addobberà la chiesa. Il rito si apre con un rinnovo delle promesse battesimali, per dimostrare che i due sacramenti sono strettamente legati, viene recitata la nuova formula del consenso “io accolgo te” (che ha preso il posto dell’antico “io prendo te”), per i meno formali, esiste la frase “ vuoi unire la tua vita alla mia?”, pronunciate le promesse, segue il classico scambio dell’anello e la sposa appoggia il bouquet sull’inginocchiatoio, mentre si prepara a ricevere la fede sull’anulare della mano sinistra, e il rito si conclude con la benedizione del celebrante. Il rito religioso è stato equiparato a quello civile, quindi alla fine della cerimonia il celebrante è solito leggere alcuni articoli del codice civile, per rendere effettiva giuridicamente l’unione. I testimoni devono essere scelti con cura e di solito sono coloro che hanno con gli sposi un forte legame affettivo, per il compito che devono assolvere. Tra le mansioni a loro attribuite, c’è la custodia degli anelli fino allo scambio degli stessi, e la firma da apporre sull’atto del matrimonio. In caso di matrimoni misti, ovvero dove uno dei due sposi non sia di religione cattolica, si deve chiedere l'autorizzazione al vescovo. Questa arriverà circa in un mese. Oggi, c'è una certa severità a rilasciare un'autorizzazione per matrimoni, in cui la religione di uno dei due sposi sia islamico, per le diverse concezioni del matrimonio e di come viene considerato il ruolo della donna. MATRIMONIO EBRAICO La frase, con cui lo sposo si rivolge alla sposa, mentre le infila l'anello al dito è la seguente: "Tu sei consacrata a me, con questo anello, secondo la legge di Mosè e d'Israele". Così si suggella uno dei momenti centrali della cerimonia. Ora il rito si è molto semplificato. Una volta, ad esempio, tra le due fasi fondamentali del Kiddushin (la promessa) e del Nissuin (il contratto di matrimonio) trascorreva anche un anno. Adesso i due momenti sono riuniti nella medesima giornata. Non c'è più la figura di un "mediatore". Questi era investito di un ruolo assai importante, durante tutta la preparazione al matrimonio. Preparazione della sposa Gli usi, che riguardano la sposa, resistono al tempo che passa. Ecco come si prepara la donna alle nozze: Una madre di famiglia la inizia alla vita matrimoniale: ovvero, la kashrout, il sabbat, l'educazione dei figli. La vigilia delle nozze, la sposa viene accompagnata a fare un bagno di purificazione alle terme. Cerimonia E' il Rabbino, che celebra le nozze, alla presenza dei genitori, dei testimoni e degli amici. Dopo aver infilato l'anello al dito, lo sposo consegna alla sposa la Ketubba, che è il contratto matrimoniale. Questo sancisce l'unione secondo la legge di Mosè. Poi, si passa alla lettura degli articoli del Codice Civile, che riguardano i reciproci diritti e doveri. Dunque, si arriva alla seconda fase, quella delle sette benedizioni. Il testo è riportato nel Talmud. Gli sposi sono benedetti pure dai genitori. Questi pongono la mano sul loro capo. Esprimono in tal modo la profondità degli affetti e della continuità familiare. Antiche Usanze Secondo un'antica usanza, il calice, da cui gli sposi hanno bevuto, va spezzato. Si ricorda così, l'abitudine di un tempo, secondo la quale si frantumava un vaso durante i conviti, oppure nei momenti di allegria. Ciò avveniva, per rammentare il dolore per l'esilio e per non scordare la terra d'Israele. Matrimoni Misti Non sono ammessi i matrimoni misti. Se vuoi sposare un ebreo, devi convertirti alla sua religione. Divorzio Al contrario, il divorzio è consentito. Se, dopo le nozze, gli sposi non vanno d'accordo, possono chiedere la rottura del matrimonio. Burocrazia Il matrimonio ebraico è riconosciuto dallo Stato italiano. Per ottenere il riconoscimento è necessario: 1. Che il ministro del culto possieda cittadinanza italiana. 2. L'atto relativo deve essere trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale. Prima di tutto, è necessario comunicare la notizia del matrimonio all'ufficiale di stato civile. Questi fa richiesta delle pubblicazioni, non prima di essersi accertato che nulla si opponga alla celebrazione del matrimonio, secondo le vigenti norme di legge. Dopo, ne dà attestazione in un nulla osta, che rilascia ai nubendi. Durante la celebrazione, il ministro di culto legge gli articoli del Codice Civile. Dopo, allega il nulla osta all'atto di matrimonio, che redige in duplice copia originale. Dall'atto civile devono risultare: nome e cognome del ministro del culto dinanzi al quale è stato celebrato il matrimonio la menzione della avvenuta lettura degli articoli del Codice Civile, che riguardano i diritti e i doveri dei coniugi. Entro cinque giorni devi trasmettere l'atto di matrimonio e il nulla osta all'ufficiale di stato civile del comune, dove è stata fatta la celebrazione. Constatata la regolarità dell'atto e l'autenticità del nulla osta allegato, viene effettuata la trascrizione nei registri dello stato civile, entro le successive 24 ore dalla cerimonia. MATRIMONIO MUSULMANO Trattative Nuziali Nel matrimonio musulmano, nella maggior parte dei casi, intervengono nella decisione di nozze anche i parenti degli sposi. Un tempo la facoltà di decisione degli sposi era molto più ridotta. Oggi, le cose sono mutate, anche se le famiglie svolgono ancora un ruolo fondamentale. Fattori Discriminanti Il desiderio di due futuri sposi può essere ostacolato dalle famiglie qualora ci sia differenza di livello di istruzione e status sociale. Ciò vale soprattutto per le famiglie più altolocate. Gli uomini sono i veri protagonisti delle negoziazioni matrimoniali, perché si ritengono capaci di maggior comprensione delle regole di condotta sociale rispetto alle donne. Le donne vengono considerate, invece, gli intermediari preferiti per i primi approcci. Quando è accettata la proposta matrimoniale, iniziano le negoziazioni. Queste stabiliscono la data del matrimonio e le condizioni del contratto. Il punto, che richiede maggior tempo e discussione, è l'ammontare del "compenso matrimoniale", ovvero la somma, che il futuro sposo deve pagare alla famiglia della promessa sposa. Nella maggior parte dei casi, questa cifra è simbolica e non viene pagata per intero. La cifra, che viene dichiarata ufficialmente, indica lo status sociale. Servirà a scongiurare il divorzio, secondo il quale tale somma deve essere pagata. In più, il compenso serve a tenere lontani corteggiatori sgraditi. Formalizzazione Finite le negoziazioni economiche, i genitori degli sposi o i loro tutori firmano un documento innanzi ad un notaio. Tale pratica introduce un obbligo legale. Inoltre, precede o segue la khatba, che è la richiesta formale pubblica della sposa. La khatba, il fidanzamento, avviene, di solito, durante una cena cerimoniale, che è organizzata dalla famiglia di lei. In alcuni paesi il fidanzamento è preceduto da un regalo, presentato pubblicamente e consegnato alla famiglia della sposa. Prima delle nozze, la famiglia della sposa porta a casa dello sposo i diversi oggetti, che fanno parte del "compenso matrimoniale". Cerimonia Si comincia il giorno delle nozze con una celebrazione d'addio, tenuta in casa della sposa. Intanto, in casa di lui, gli invitati si riuniscono per una lunga serata di divertimenti e di chiacchiere. Ad un certo momento, un parente dello sposo va a prendere la fidanzata e la porta nella casa della famiglia dell'uomo. La partenza dalla casa della sposa è segnata da pianti e lamenti dei suoi familiari. Quando la sposa arriva a casa del futuro marito, la donna viene vestita con l'abito nuziale, composto da vari strati di fine broccato e da gioielli, molto spesso affittati per l'occasione. Il fidanzato lascia i suoi ospiti e raggiunge la fidanzata. Le alza il velo. Le offre alcuni datteri e beve un po' di latte con lei. La festa nuziale dura l'intera notte. Culmina, quando agli ospiti viene mostrata la prova della verginità della sposa. Quest'ultima usanza sta lentamente scomparendo. Giorni di Festa La festa va ancora avanti per diversi giorni. Durante questo periodo la sposa può essere vista solo dalle amiche. Deve mostrarsi esausta e rimanere immobile. In più, non deve essere visitata da nessun parente maschio, per almeno tre mesi. Ciò per consentirle di sentirsi a suo agio nel nuovo ambiente domestico. Poligamia Il matrimonio musulmano autorizza la poligamia, anche se alcuni paesi stanno perdendo questa pratica. Separazione La coppia può separarsi con il benestare delle autorità civili e religiose. In caso di separazione, però, lo sposo deve versare l'intero ammontare del compenso matrimoniale. Burocrazia Il matrimonio musulmano non è riconosciuto dalla Stato italiano. Il riconoscimento avviene solo in casi particolari. Se i due nubendi sono stranieri, devono seguire l'iter burocratico del matrimonio civile italiano. Ai documenti richiesti normalmente, aggiungeranno il nulla osta rilasciato dal proprio consolato. MATRIMONIO ORTODOSSO Rito Le nozze ortodosse sembrano una danza. Si mostrano come una rappresentazione teatrale simbolica complessa. La cerimonia si svolge attraverso due momenti fondamentali: il fidanzamento e l'incoronazione. Solitamente i due rituali si svolgono in un unico giorno, ma c'è anche chi preferisce celebrarli in due giornate differenti. Fidanzamento Dopo la lettura della liturgia, i fidanzati si presentano alla porta d'ingresso della chiesa. L'uomo si pone a destra, la donna a sinistra. Sono seguiti da due testimoni. Il sacerdote si muove incontro a loro. Li benedice per tre volte e consegna ad ognuno dei due un cero acceso, con il quale gli sposi si avvicineranno all'altare. All'altare ci sono due anelli, uno d'oro per lui, e uno d'argento per lei. Il sacerdote prende gli anelli e disegna tre croci sul capo di ciascuno. Ora gli anelli vengono appoggiati agli anulari della mano destra. Poi, vengono scambiati tre volte tra i due futuri sposi. Incoronazione Il sacerdote, seguito dagli sposi e dai testimoni, si dirige verso il tetrapodion, ovvero una piccola credenza, dove si trovano una coppa di vino e due corone. Queste, a seconda delle tradizioni, possono essere di metallo, di fiori o di foglie. Dopo la dichiarazione di "libera intenzione e fermo proposito di prendersi in sposi", il sacerdote prende una corona. La fa baciare e la consegna al testimone, che la regge sul capo dello sposo accanto a lui. Benedetta la coppa del vino, il sacerdote la offre per tre volte a ciascuno sposo. Secondo alcune tradizioni, gli sposi vengono legati con un nastro come simbolo della loro unione. Le mani dei futuri marito e moglie sono incrociate. Da questa posizione prende il via la danza rituale. Gli sposi seguono il sacerdote in un triplice giro intorno al tetrapodion al canto di tropari. I testimoni sostengono da dietro le corone. Alla fine della danza, il sacerdote toglie la corona dalla testa dello sposo, poi, da quella della sposa e li invita a baciarsi, mentre gli invitati festeggiano e porgono auguri. Battesimo (da richiedere presso la chiesa in cui si è stati battezzati) 1) Il certificato di battesimo in carta semplice non deve superare i sei mesi dall'emissione. La scadenza si giustifica per la presenza di eventuali annotazioni marginali sull'atto di battesimo che possono alterare lo stato giuridico del/la nubendo/a. 2) Nell'impossibilità di esibire il certificato, perchè battezzati all'estero, è sufficiente anche un documento con data anteriore ai sei mesi, purchè ci sia la testimonianza giurata di persone degne di fede che confermino lo stato libero eclesiastico del/la nubendo/a. 3) Se per vari motivi (es. chiesa distrutta) non è possibile reperire la certificazione di battesimo, è sufficiente la dichiarazione di un solo testimone al di sopra di ogni sospetto o il giuramento dello/a stesso/a battezzato/a, se ha ricevuto il battesimo in età adulta. 4) Validità e riconoscimento. E' valido il battesimo celebrato nelle Chiese e Comunità ecclesiali ortodossa, valdese, metodista, battista, luterana e anglicana, e in genere sono validi i battesimi amministrati in nome della SS. Trinità. Non sono riconosciuti validi i battesimi dei Testimoni di Geova e dei Mormoni, mancando nel loro rito l'indispensabile riferimento trinitario. 5) Nel compilare l'atto di battesimo il Parroco trascriva anche le annotazioni marginali (adozioni, altro matrimonio celebrato, dichiarazione di nullità di matrimonio, divieto di passare a nuove nozze) trasmettendo il documento in busta chiusa al Parroco che istruisce la pratica. 6) La legalizzazione della firma del Parroco da parte del Vicariato non è più necessaria per le Diocesi che sono in Italia, ma è richiesta se il documento dovrà presentarsi all'estero. Cresima (da richiedere presso la Parrocchia dove si è ricevuto il sacramento) 1) Il certificato non ha scadenza. 2) Occorre ricevere il sacramento prima del matrimonio "se è possibile farlo senza grave incomodo". 3) Non si deve conferire la cresima prima del matrimonio a nubendi che vivono in situazione coniugale irregolare (conviventi o sposati civilmente). 4) Per provare l'avvenuta confermazione, il certificato di cresima può essere sostituito con una dichiarazione giurata da parte dell'interessato/a. Stato libero ecclesiastico (se occorre) 1) E' necessario qualora uno dei due sposi abiti o abbia abitato, dopo il 16° anno di età, per più di un anno fuori dalla Diocesi. 2) Il Parroco che istruisce la pratica redige anche la prova testimoniale di stato libero dei nubendi che dopo il 16° anno di età anno dimorato in una diocesi diversa da quella in cui hanno il domicilio. Se non è possibile avere la prova testimoniale di stato libero, le risposte date alla domanda numero 1 della posizione matrimoniale valgono come giuramento suppletorio. 3) Per lo stato libero degli stranieri fanno fede l'annotazione negativa a margine del certificato di battesimo e lo stato giuridico espresso nel Nulla Osta consolare. 4) Per lo stato libero dei non battezzati il Parroco deve richiedere alla parte non cattolica una dichiarazione scritta rilasciata da testimoni idonei che attesti che essa non ha contratto mai alcun matrimonio. |